UN PO' DI STORIA

Siede Peschiera, bello e forte arnese

da fronteggiar Bresciani e Bergamaschi,

ove la riva 'ntorno più discese.
Ivi convien che tutto quanto
caschi ciò che 'n grembo a Benaco star non può,
e fassi fiume giù per verdi paschi.
Tosto che l'acqua a correr mette co,
non più Benaco, ma Mencio si chiama
fino a Governol, dove cade in Po.

Dante Alighieri

Divina Commedia - Inferno Canto XX, 55-93

Il nostro paese

Dove il fiume Mincio si consegna nel Po, il più grande fiume italiano, si trova a Govèrnolo, un centro rivierasco fluviale con porticciolo turistico per ormeggio delle numerose motonavi da crociera, una storica torre con orologio, un campanile gotico e le caratteristiche conche di navigazione che governano le acque del fiume, da qui il nome di Govèrnolo. Attualmente Govèrnolo è compreso nel Parco Naturale del Mincio e lo si raggiunge facilmente da Mantova con l'auto, oppure su una delle numerose motonavi turistiche in crociera dai laghi di Mantova dirette per San Benedetto Po/Venezia.

Il centro abitato è modesto, non supera i 1.500 abitanti ed è costituito da tre vie parallele che conducono al Viale delle Rimembranze che con la piazza della Repubblica rappresentano il centro del paese. Questo viale, nel periodo estivo, dà l'impressione di una riposante galleria verde formata dai suoi tigli. La piazza è collegata con Via Trieste (Reggiola) che a sua volta conduce a via Vittorio Veneto porticata con numerosi negozi. Via V. Veneto si trova ai lati del parco giardino ristoro, là dove al posto di quei prati verdi, fino al 1983, scorreva il fiume Mincio. Entrambe le vie Reggiola e Veneto sono fiancheggiate da antiche e caratteristiche case, addossate le une alle altre e dalle fondamenta massicce. Era proprio lungo la Via Vittorio Veneto, che costeggiava l'antico corso del Mincio ora interrato, il luogo dove si svolgeva in passato tutta la vita del paese. Vi si trovano ancora quasi tutti i negozi mentre sono scomparse le osterie-trattorie, presso le quali sostavano i numerosi barcaioli di passaggio. Essi erano costretti a fermarsi a Governolo per superare la conca, affiancata al plurisecolare sostegno del Pitentino, allargata dal Bertazzolo, rimasta uno dei punti di maggior interesse storico del paese. Al centro della zona un tempo chiamata Isola Matildica, in onore dell'antica feudataria di Governolo, sorge la storica torre di Governolo, con annessa una casa merlata, forse resti dell'antico castello che ha ospitato papi ed imperatori e che ha visto lo svolgersi di tante battaglie.

Una passeggiata lungo l'argine del Mincio, permette di avere una panoramica del paese di Govèrnolo dall'alto e di raggiungere la settecentesca chiesa con pianta a croce greca e bella facciata barocca. In essa sono conservate le reliquie di S. Leone Magno, un quadro secentesco del Borgani, raffigurante l'incontro del pontefice con Attila, un fonte battesimale del 1500 ed un prezioso organo costruito dal Montesanti. A fianco della chiesa, su un arco gotico di un'antica chiesa preesistente, sorge il campanile, bell'esempio di gotico lombardo del '300. Proseguendo sulla strada asfaltata dell'argine, si possono raggiungere in breve (300 metri circa), la località denominata S. Leone e i ruderi del manufatto idraulico del '700 mai terminato. Infine, a poche centinaia di metri dalla foce del Mincio nel Po, si può ammirare la grandiosa e moderna conca-sostegno, realizzata in questi ultimi anni, dedicata a San Leone.

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